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Comodato e ristrutturazione: come avere la detrazione su una casa non tua

Aggiornata il 5 novembre 2026 · A cura di Comodatosemplice

Chi ha una casa in comodato può avere la detrazione per la ristrutturazione, ma solo se il contratto di comodato è registrato, esiste già quando iniziano i lavori, il proprietario è d'accordo e le spese le paga il comodatario. Nel 2026 la detrazione è del 50% se la casa è la sua abitazione principale e del 36% negli altri casi. Per questo il comodato va registrato prima di aprire il cantiere.

Chi può detrarre le spese su una casa in comodato?

Non solo il proprietario. Secondo l'Agenzia delle Entrate può detrarre anche chi detiene la casa con un titolo valido, come il comodatario, se rispetta queste condizioni:

  1. Contratto di comodato registrato all'Agenzia delle Entrate.
  2. Contratto già in essere all'inizio dei lavori, oppure al momento delle spese se queste vengono prima.
  3. Consenso del proprietario all'esecuzione dei lavori.
  4. Spese pagate dal comodatario, con bonifico parlante e fatture intestate a lui.

Non serve convivere con il proprietario. Conta invece se la casa è davvero l'abitazione principale di chi ristruttura, perché cambia la percentuale.

Quanto si detrae nel 2026?

CasaDetrazione 2026Limite di spesa
Abitazione principale del comodatario50%96.000 € per unità
Altre abitazioni36%96.000 € per unità

La detrazione si divide in dieci quote annuali, nella dichiarazione dei redditi di chi ha pagato. Per i dettagli della pratica di detrazione, come il bonifico e i documenti da conservare, fai riferimento al tuo CAF o commercialista.

L'errore da evitare: registrare dopo

Il caso più comune è il figlio che ristruttura la casa dei genitori e si accorge solo a lavori iniziati che serve un contratto registrato. Se il comodato non esisteva all'inizio dei lavori, la detrazione rischia di non spettare. La regola pratica è semplice: prima il contratto registrato, poi il cantiere.

Cosa scriviamo nel contratto

  • I dati di chi dà e di chi riceve la casa e i dati catastali dell'immobile.
  • L'uso: per esempio abitazione principale del comodatario e della sua famiglia.
  • Il consenso del proprietario ai lavori di ristrutturazione, scritto in modo esplicito.
  • Durata, spese e restituzione, come in ogni contratto di comodato.

Poi lo registriamo entro 20 giorni, con 200 € di imposta di registro e 16 € di bollo ogni 4 facciate (guida alla registrazione).

Devi iniziare i lavori? Registriamo prima il comodato

Rispondi a qualche domanda e mandami il riepilogo: preparo il contratto e lo registriamo all'Agenzia delle Entrate. 129 € IVA compresa (79 € se il contratto è già firmato), più le imposte dello Stato. Paghi a contratto pronto, con bonifico, PayPal o carta, anche a rate con Klarna.

E se la casa è dei genitori?

Allora, oltre alla detrazione, può esserci un secondo vantaggio: se il figlio ci va ad abitare con la residenza e ci sono i requisiti, i genitori pagano l'IMU sulla metà della base imponibile. Lo controlliamo insieme (requisiti dello sconto IMU).

Domande frequenti

Il comodatario può detrarre anche se non vive con il proprietario?

Sì, la convivenza non è richiesta. Servono il comodato registrato e in essere all'inizio dei lavori, il consenso del proprietario e le spese pagate dal comodatario.

Posso registrare il comodato a lavori già iniziati?

Il contratto va registrato comunque, ma per la detrazione deve esistere già all'inizio dei lavori. Se hai già cominciato, fai verificare il tuo caso al CAF o al commercialista.

Quanto si detrae nel 2026?

Il 50% se la casa è l'abitazione principale di chi fa i lavori, il 36% negli altri casi, con un limite di 96.000 € di spesa per unità immobiliare, in dieci anni.

Fonte: risposta della rubrica Fisco Oggi dell'Agenzia delle Entrate riportata da LavoriPubblici.it, 29 gennaio 2026.